Camillian Demetrescu
Pittore, scultore, scrittore e studioso di storia dell'arte, Camilian Demetrescu rappresenta una delle voci di quella cultura romena dell'esilio cui appartennero Emile Cioran, Eugene Ionesco, Mircea Eliade. Demetrescu, che attualmente vive e lavora a Gallese, in provincia di Viterbo, nasce in Romania nel 1924. Diplomato all'Accademia di Bucarest, studia medicina e filosofia. Membro fondatore dell'Unione degli Artisti di Romania, partecipa alle principali mostre organizzate dallo Stato in patria e all'estero e svolge attività di scrittore e storico dell'arte sulla stampa e alla televisione romena. Le critiche al feroce regime di Ceaucescu lo costringono all'esilio: nel 1969 si trasferisce in Occidente e chiede asilo politico in Italia. Qui, per reazione al neorealismo socialista imposto dal regime comunista romeno, passa all'astrattismo. Viene invitato alla Biennale di Venezia, al Festival dei Due Mondi di Spoleto, alla Quadriennale Nazionale d'Arte di Roma. Si interessano al suo lavoro noti storici e critici d'arte italiani e stranieri, tra cui Giulio Carlo Argan, per merito ed interesse del quale, Demetrescu espone per la prima volta in Italia. Da questa prima mostra di Roma del 1971, inizia la sua trentennale attività artistica in Occidente. Negli anni successivi l'artista romeno presenta rassegne antologiche a Parma (Galleria Centro steccata), Viterbo, Perugia, alla Calcografia Nazionale di Roma e all'estero. L'incontro con l'illustre storico delle religioni Mircea Eliade, suo connazionale, avvenuto a Parigi, determina un radicale cambiamento della sua vita e della sua arte. Demetrescu abbandona l'astrattismo e crea opere di forte valenza simbolica, dai contenuti spirituali e ispirate ai principali temi sacri, impegnandosi per il recupero e la difesa della dimensione trascendente dell'esistenza umana.